Signora Beethoven

Signora Beethoven: la copertinas

Il Manifesto

La forza di Johanna, l’ossessione di Ludwig e il dolore del piccolo Karl
Daniele Archibugi, 8 novembre 2025

Si chiude con Signora Beethoven (Marcos y Marcos, pp. 277, euro 18) la trilogia che Rita Charbonnier ha dedicato alle donne nascoste nella storia della musica. Il suo fortunato La sorella di Mozart (recensito su queste pagine da Laura Marzi il 28/03/2023, ndr), seguito poi da L’amante di Chopin, ha avuto ampio successo e molte traduzioni con una tesi provocatoria: il genio della famiglia non era Wolfgang bensì sua sorella maggiore Nannarel, se solo la società dell’epoca lo avesse fatto sbocciare.

IN QUESTO NUOVO ROMANZO storico, Charbonnier si occupa della feroce controversia che ha opposto Ludwig a sua cognata Johanna per l’affidamento del nipote Karl. Kaspar, fratello minore di Beethoven, era morto prematuramente nel 1815, lasciando i destini dell’orfano nell’incertezza. La società imponeva che ci fosse un tutore maschio, senza però richiedere che il bimbo, di soli nove anni, fosse sottratto alla madre. Con la sua ben nota ostinazione, zio Beethoven si lanciò invece in una battaglia per ottenerne la tutela esclusiva, e per almeno un quinquennio i due adulti si contesero la custodia. 


Il Venerdì di Repubblica

Le pene della cognata del grande Beethoven
Brunella Schisa, 4 luglio 2025

Avvertenza al lettore: questo romanzo nuoce gravemente alla fama di Ludwig van Beethoven. Eppure a chi sente inattaccabile l’amore per il grande compositore, consiglio vivamente Signora Beethoven della romana Rita Charbonnier. La signora in questione non è la moglie/compagna del genio tedesco (non si conosce alcuna donna nella sua vita), ma è la cognata Johanna che, rimasta vedova del fratello di Ludwig, lotta strenuamente per evitare che il tribunale conceda al famoso musicista l’esclusiva tutela del nipote Carl. 

Una storia di soprusi maschili nei confronti di una madre che cerca di impedire che le venga sottratto il figlio. Non vi dirò come va a finire, anche se la fine è prevedibile. L’autrice ha rovistato nelle carte processuali, nelle lettere, nei diari dei due protagonisti e ripercorre una quinquennale storia dolorosa combattuta dal 1815 al 1820. 

Un mito distrutto, era proprio necessario?

«Le assicuro che ho cercato in tutti i modi di tenere separati i due piani, io adoro Beethoven con tutti i suoi difetti. È stato un bambino abusato. Oggi a suo padre toglierebbero la patria potestà. Ancora adolescente si è fatto carico della famiglia…»


Il Foglio

La signora Beethoven
Sara Vergari, 21/22 giugno 2025

Dopo La sorella di Mozart (2022) e L’amante di Chopin (2023) Rita Charbonnier, che ci ha abituati a sceneggiature e narrazioni di ambito storico-musicale, compie con Signora Beethoven (Marcos y Marcos, 2025) il terzo passo di una trilogia che ha al centro figure femminili rimaste nascoste nel mondo della musica. 

La storia è raccontata dal punto di vista di Johanna van Beethoven, cognata di Ludwig, che in prima persona e con tono ironico e arguto riporta le spiacevoli vicende vissute a causa del marito e del musicista stesso, senza mai apparire come vittima, ma emergendo invece come un personaggio forte…


Rai Cultura


CrunchEd

Paolo Perlini

…Il romanzo si snoda attorno a una doppia tensione: non solo quella giuridica tra Johanna e Beethoven, ma una più viscerale, che scontra due mondi, due modi di concepire l’amore e la vita. Da un lato c’è Johanna, fragile ma indomita, che lotta per il più elementare dei diritti umani: quello di essere madre. Dall’altro, si erge Ludwig, il genio assoluto, che pretende di essere giudice morale e tutore. Un uomo sordo non solo alle armonie del mondo esterno, ma anche alle dissonanze del suo animo, accecato da una sete di controllo spasmodica….

Silenzio, sto leggendo!

Azzurra Sichera

…Come sarebbe stato il grande artista senza questa lotta con la cognata? Come sarebbe stata la sua musica senza Johanna? Che donna sarebbe stata Johanna senza il continuo confronto con quell’uomo? La potenza di storie come quella raccontata in Signora Beethoven sta proprio nel rimanere sospesi, al crocevia di ipotesi che rimarranno tali, ma che ci fanno interrogare a cascata su temi più universali, quali i legami familiari, la dipendenza affettiva, la moralità, le varie forme di amore. Sostenuti e accompagnati dalla scrittura di Rita Charbonnier…


NerdPool

Sara Di Giacinto

…Uno degli aspetti più potenti del romanzo è la sua capacità di mettere in discussione la narrazione dominante, chiedendosi con forza: chi ha il diritto di raccontare la storia? Per decenni, Johanna van Beethoven è rimasta ai margini del racconto ufficiale, ritratta come un ostacolo, una figura scomoda, spesso dipinta in modo riduttivo e moralistico. Attraverso una voce femminile consapevole e profonda, Charbonnier ribalta questo squilibrio e restituisce umanità e spessore a una donna che ha vissuto in un tempo ostile, senza mai rinunciare del tutto a difendere sé stessa e il proprio ruolo…

Mangialibri

Federica Ferrazza

…Il compositore appare come un uomo burbero, dispotico e insensibile, capace, nonostante i diverbi, di creare la melodia dell’ode Alla gioia, che, come dice il maestro Carl Czerny durante il suo funerale “si rivolge all’umanità intera, invita le genti del mondo a superare le differenze e vivere in pace, elogia il sentimento di libertà che si prova nel sentirsi parte del tutto e la gioia che ciò concede al cuore”. Si tratta di un inno alla famiglia che lui non è mai riuscito a costruire e che tenta in tutti i modi di avere per poter dar vita alle sue ultime opere. Johanna invece è una donna tenace, indipendente e moderna per i tempi…



Libri nello scaffale

Nello Di Coste

…Lo stile del romanzo è musicale nel senso più puro: non per l’argomento, ma per ritmo, tonalità, armonia di fondo. Ogni capitolo è una variazione su un tema: la giustizia, la maternità, le difficoltà di essere una donna sola. C’è ironia, ma anche commozione. C’è il dolore di una donna che combatte per rimanere umana in un’epoca che preferiva le donne mute. E poi c’è la musica, ovviamente. Presenza viva, costante, che attraversa le stanze come un profumo dolce e amaro. Ma è la musica vista da fuori, da chi ne è esclusa. Non la gloria del compositore, ma la frustrazione di chi lo ammira e lo subisce al tempo stesso…

SoloLibri

Elisabetta Bolondi

…Tra le pagine più affascinanti del libro, la descrizione del concerto del maggio 1824, nel quale lo stesso Beethoven diresse la sua Nona sinfonia, che termina con l’Ode alla Gioia di Schiller. In quel momento, per la mano alla piccola Ludowika, Johanna comprende quanto grande sia stato l’odiato cognato e quanto forse sia stata crudele la guerra che li ha divisi per l’intera vita. Grandioso il funerale del geniale maestro, nella tetra Vienna del marzo 1827, che Rita Charbonnier ci racconta con partecipazione emotiva, degna del personaggio geniale che ci ha così esaurientemente rievocato in questo libro originale…