Tre donne, dal mito alla scena: “Ofelia” a Spoleto

Il primo dei tre incontri-spettacolo che terrò alla Biblioteca “G. Carducci” di Palazzo Mauri, nella Giornata Mondiale del Libro, è dedicato alla sventurata innamorata di Amleto: un simbolo del femminile che ci ossessiona da 400 anni.

Friedrich Heyser, Ofelia (1900 circa)
L’Ofelia di Friedrich Heyser, che ha ispirato Taylor Swift per il video di The Fate of Ophelia

L’annuncio — Giovedì 23 aprile 2026, alle 18:00, il Comune di Spoleto dà il via a “Tre donne, dal mito alla scena. Parole e musica tra Spoleto e i suoi Borghi”, ciclo di incontri-spettacolo condotto da Rita Charbonnier nella Biblioteca comunale “G. Carducci” di Palazzo Mauri. Tre figure femminili immortali e un viaggio nella forza delle storie che attraversano i secoli: ogni incontro è costruito come un percorso narrativo che segue queste donne nel loro tornare, in forme sempre nuove, nella letteratura, nel teatro, nella pittura, nella musica, nel cinema e nella cultura pop. Il primo appuntamento, nella Giornata Mondiale del Libro, è dedicato a Ofelia, la creatura di Shakespeare. Il progetto è accolto nel programma del Maggio dei Libri 2026 grazie al Comune di Spoleto e alla Biblioteca “G. Carducci”.

Quando: giovedì 23 aprile 2026 alle ore 18:00.

Dove: Biblioteca Comunale Giosuè Carducci, Palazzo Mauri, Via Brignone 14, Spoleto.

Cosa: primo incontro-spettacolo del ciclo Tre donne, dal mito alla scena. Parole e musica tra Spoleto e i suoi borghi, condotto da Rita Charbonnier, promosso dal Comune di Spoleto nell’ambito del Maggio dei Libri 2026 e ospitato dalla Biblioteca comunale “G. Carducci”. Letture animate, proiezioni video e ascolti musicali, con la partecipazione del Corso di lettura espressiva dell’Associazione Il Teodelapio.

Ingresso: libero.

Il ciclo proseguirà il 7 maggio con Antigone e il 21 maggio con Francesca da Rimini.

Non una conferenza e neanche una lezione: un incontro-spettacolo, un’esperienza immersiva dove proiezioni, letture animate e ascolti musicali restituiscono voce a una figura che da secoli, se non da millenni, abita il nostro immaginario. Ofelia attraversa il tempo, si sfaccetta e si moltiplica nella pittura, nella musica, nel teatro e nel cinema, fino alla cultura pop.

Ofelia è la sventurata innamorata del principe Amleto, condotta alla follia e all’annegamento dalla tragedia che travolge il castello reale di Elsinore, in Danimarca. Ma il suo annegamento contiene qualcosa di persino più antico di Shakespeare: l’acqua come elemento materno e mortale, origine e dissoluzione, è un archetipo che attraversa le cosmogonie di mezzo mondo. Shakespeare non ha “inventato” del tutto il personaggio: ha attribuito a un’immagine antichissima un nome, una storia, una psicologia.

È per questo che Ofelia continua da secoli a essere raccontata, messa in musica, ritratta: ogni artista che torna a lei sente di toccare qualcosa di molto profondo. I pittori romantici e poi i preraffaelliti ne fanno un’ossessione: Delacroix, Millais, Waterhouse, Heyser. I grandi compositori la mettono in musica: Liszt dedica all’Amleto un poema sinfonico; Čajkovskij, Prokofiev e Šostakovič compongono sulla tragedia di Shakespeare. Anche il cinema non di rado cita l’annegamento della fanciulla (lo fa Lars von Trier in Melancholia; l’immagine compare persino nella serie The White Lotus, volta al maschile) e talvolta reinventa del tutto la storia, rivoluzionandone il finale. E poi, nel 2025, arriva Taylor Swift con The Fate of Ophelia, che a Ofelia fa tirare la testa fuori dall’acqua.

Questo viaggio, dal Medioevo danese al pop del 2025, sarà il filo del nostro incontro.

Il monologo della follia di Ofelia sarà interpretato da una voce maschile. Nel teatro dell’epoca di Shakespeare, infatti, i ruoli femminili erano interpretati da giovani uomini. Le donne non potevano recitare. Erano esseri umani di serie B, ma sul serio: non potevano possedere beni, non potevano firmare contratti, dovevano obbedire prima al padre, poi al marito. Figuriamoci se potevano esibirsi in pubblico. Ascolteremo quindi il celebre monologo dalla voce di Tommaso Dell’Alba, attore che frequenta il corso di lettura espressiva di Anna Leonardi, dell’Associazione Il Teodelapio.

Giovedì 23 aprile, alle 18, vi aspettiamo a Palazzo Mauri per il primo di tre appuntamenti in cui letteratura, immagini e musica si intrecciano per raccontare tre simboli del femminile che attraversano i secoli, e che tuttora ci interrogano.

Grazie di cuore al Comune di Spoleto e alla Biblioteca comunale “G. Carducci” di Palazzo Mauri, che hanno creduto in questo progetto e lo hanno accolto nel programma del Maggio dei Libri 2026. È un privilegio poter raccontare queste grandi figure femminili in una città che alla cultura dedica tanta cura!

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Questo è il sito di Rita Charbonnier, scrittrice.

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