L’enigma di Maria Stella Petronilla

Una culla in Romagna, una corona in Francia: chi era davvero Maria Stella Petronilla Chiappini? Figlia di due nobili francesi, scambiata col figlio di uno sbirro: la sua vicenda resta un affascinante mistero storico. Ce lo racconta Lelio Burgini in questo articolo, che ho letto con interesse e che pubblico volentieri — anche perché mi sono occupata di questa storia nel mio romanzo La strana giornata di Alexandre Dumas.

Sullo stesso argomento, leggi anche: Da Modigliana al trono di FranciaIl baratto di Modigliana: quante strane coincidenze!Cinque domande a Paolo Cortesi.

Questa è una storia bizzarra, il baratto di due neonati avvenuto a Modigliana nell’aprile del 1773: un maschio scambiato con una femmina e molto danaro. La neonata venne battezzata col nome di Maria Stella Petronilla Chiappini, figlia della guardia carceraria del paese, tale Lorenzo, e di sua moglie Vincenza.

Maria Stella Petronilla ebbe un’educazione come si conveniva a una giovane nobile, ciò che la ricchezza del Chiappini permetteva. Si sposò due volte, la prima con un Lord gallese e la seconda con un barone estone. In totale ebbe tre figli di cui ci sono ancora i discendenti.

Nel dicembre del 1821, alla morte di Lorenzo Chiappini, giunse a Maria Stella Petronilla una lettera-confessione nella quale il presunto padre le chiedeva perdono per averla barattata con il suo proprio figlio maschio. Lei iniziò allora la ricerca dei suoi genitori biologici e ritenne averli trovati nei conti di Joinville, per cui fece rettificare, sulla base molte testimonianze, il suoi dati natali. Ma chi erano gli Joinville?

Era un titolo usato da Luigi Filippo II di Borbone Orléans, sposo di Luisa Maria Adelaide di Borbone-Penthièvre, cugini del re di Francia.

Maria Stella Petronilla non ebbe purtroppo giustizia, nonostante le prove raccolte e la pubblicazione nel 1830 di una sua autobiografia. In quello stesso 1830, il maschio barattato, Luigi Filippo I, era divenuto re dei francesi. Fu uno scandalo nelle corti europee, perché saliva al trono un membro di una famiglia collaterale dei Borboni titolari della corona. I Borboni Orléans erano comunque imparentati con diverse casate reali d’Europa. In tale situazione, la Chiesa di Roma sequestrò e fece sparire tutti i documenti originali che servivano a certificare che Maria Stella Petronilla era una Orléans, ceduta a un popolano modiglianese che dava in cambio alla nobile coppia il proprio figlio maschio.

La ragione del baratto par che dipenda dal denaro: grazie a questo scambio Luigi Filippo II ricevette 6 milioni di franchi dal padre della sposa, l’ammiraglio Penthièvre, denaro che in caso di figlia femmina sarebbe andato alla Corona. Per questo figlio maschio c’era inoltre qualche probabilità di salire al trono.

Luigi Filippo I, re dei francesi

Nel dicembre 2021 trovai in un mercatino di antiquariato una lettera di Maria Stella Petronilla, l’unica lettera a oggi conosciuta nella quale la donna scriveva della sua vicenda, lettera che ho poi donato al Comune di Modigliana unitamente ad altri scritti di protagonisti e altri documenti; tra questi anche una lettera di un figlio di Maria Stella.

La scoperta della lettera destò interesse nei media, dal «Corriere Romagna» al Tg3 Emilia Romagna e io stesso resi pubblico quel che allora avevo ricostruito. Condivisi la storia anche su Facebook, ricevendo interesse da utenti francesi. Così ebbi i primi contatti con i Borboni di Francia e con loro rappresentanti, tutti assolutamente convinti delle ragioni di Maria Stella, come provano i vari articoli che sulla vicenda essi hanno pubblicato nel loro sito internet “La Fondation de Bourbon – Cercle Lègitimiste Louis XVII Duc de Normandie”.

Tra i Borboni e gli Orléans, malgrado siano parenti, i rapporti non sono ottimi. Già Luigi Filippo II aveva votato per la condanna a morte del cugino Luigi XVI; il suo voto non fu determinante ma bastò a rovinare i rapporti familiari. Poi, a distanza di decenni, dopo la parentesi napoleonica e il ripristino della monarchia con i fratelli di Luigi XVI sul trono di Francia, i rapporti si deteriorarono ulteriormente quando Luigi Filippo I – il figlio del carceriere di Modigliana, se così fosse! – da Luogotenente del regno divenne re dei Francesi, togliendo così il trono alla dinastia dei Borboni.

Ancora oggi non si è giunti alla verità, alla certezza dell’imbroglio. Luigi Rivola, il massimo studioso del baratto, purtroppo recentemente scomparso, badava a dire che serve la “pistola fumante” e sperava  che prima o poi possa essere scovata in qualche archivio.

Appassionatomi a questa storia, elenco qualche aspetto mai in precedenza considerato dagli studiosi:

  • il terzo nome di Maria Stella era Petronilla, la santa protettrice della Francia e della sua famiglia reale. Venerata in Francia oggi come Santa Perrina o simili, è ricordata principalmente a Compiègne dove si trova una importante reggia. Lì è anche un grande arazzo che raffigura le gesta dell’ammiraglio Penthièvre, padre di Maria Luisa, madre biologica di Maria Stella.
  • Maria Stella Petronilla nella sua biografia annota che Luigi Filippo I era dato per nato nell’ottobre del 1773 a Parigi, anziché nell’aprile dello stesso anno a Modigliana. Stranamente però al parto non era presente alcuna autorità del regno, a conferma che tutto avvenne nascostamente.  La televisione francese nel 1957 trasmise un film sulla vicenda e un importante studioso elencò una dozzina di personaggi che sarebbero stati presenti al parto. Però da allora nessuno studioso ha citato questo elenco, segno che era falso o inattendibile.
  • Lorenzo Chiappini ebbe in dono da Lord Newborough, primo marito di Maria Stella Petronilla, una villa a Fiesole. Nel 1799, ufficiali francesi di Napoleone frequentarono spesso la casa di Lorenzo Chiappini. La cosa insospettì i fiesolani e Chiappini fu costretto a scrivere una memoria difensiva, in cui diceva aver tenuto rapporti di grande cordialità con i francesi per evitare problemi alla comunità.

Chi era Chiappini per godere di tanta stima da parte dei francesi? Quali conoscenze aveva? Che lui fosse l’uomo del baratto, i suoi paesani l’avrebbero scoperto oltre vent’anni dopo. Luigi Filippo II, complice di Chiappini in questo baratto, aveva una pessima reputazione. Sarebbe di certo stato capace di barattare una figlia. Questa è la opinione di molti, compresa la mia. Desta invece simpatia la figura di Maria Stella Petronilla, sino alla fine vittima.

A Modigliana, oggi, una mostra permanente racconta la vicenda del baratto. La mostra è stata voluta dal compianto Luigi Rivola che ne è stato ideatore e curatore, con il contributo del Comune e della Accademia degli Incamminati, per cui si spera continui ad esistere nel tempo. Lo scorso settembre nella rivista mensile francese «La Fleur de Lys» si è pubblicato un articolo sul “Baratto di Modigliana” e sulla inaugurazione della mostra.

Per le notizie ricevute ringrazio Philippe Lyoen, marchese di Gasgogne.

Articolo di Lelio Burgini

L’articolo è stato originariamente pubblicato sulla rivista Confini – Arte, letteratura, storia e cultura della Romagna contemporanea. Ringrazio l’editore Il Ponte Vecchio per la gentile concessione.

About

Questo è il sito di Rita Charbonnier, scrittrice.

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