Sabato 14 dicembre ad Albano Laziale evocheremo Vittoria Caldoni, celebre modella ottocentesca alla quale George Sand dedicò una novella

Quando: sabato 14 dicembre 2024 alle ore 17:00.
Dove: Palazzina Vespignani, Viale Risorgimento 1, Albano Laziale (Roma).
Cosa: Incontro “Vittoria Caldoni: la fanciulla di Albano tra arte e letteratura” dedicato alla celebre modella, a 220 anni dalla sua nascita. Intervengono Maurizio D’Alessandro (curatore del progetto), Rita Giuliani (professoressa di lingua e letteratura russa), Rita Charbonnier (scrittrice e autrice del romanzo L’amante di Chopin pubblicato da Marcos y Marcos, dedicato a George Sand).
Ingresso: libero.
Oltre a diverse decine di romanzi, saggi, articoli, opuscoli, proclami, George Sand scrisse numerose novelle, delle quali ai suoi tempi c’era grande richiesta se non fame; i direttori delle riviste commissionavano novelle agli scrittori, che ne sfornavano una dopo l’altra. Per loro era una fonte di reddito oltre che, quand’erano agli inizi, un modo di farsi le ossa.
Nel 1831 la ventisettenne George, che ancora non si chiamava George ma Aurore Dupin e aveva sposato il barone Casimir Dudevant, unione molto infelice, dalla Francia centrale si trasferì a Parigi con il suo giovane amante Jules Sandeau. (Le piacevano gli uomini più giovani. Anche Chopin, con cui tempo dopo ebbe una lunga relazione, era più giovane di lei). Aurore e Jules fecero vita da bohémien. Abitavano in un piccolo appartamento in Rue de la Seine, andavano tutte le sere a teatro o ai concerti, si imbevevano di cultura e iniziarono a scrivere novelle in coppia come “Jules Sand”, il cognome di lui semplificato. A volte si firmavano semplicemente con le iniziali “JS”.
Lei non compariva ufficialmente; c’era all’epoca (e anche in tempi più recenti) un robusto pregiudizio nei confronti delle donne che scrivono o in generale usano il cervello. Eppure è plausibile che fosse lei a sobbarcarsi la maggior parte del lavoro; Sandeau era un pigrone e Aurore un vulcano, e ben presto lei iniziò a pubblicare per conto proprio, con enorme successo, romanzi che parlavano della condizione femminile come nessuno aveva ancora osato fare (Indiana, Lélia). Con il consenso dell’amante, mantenne il cognome Sand e al posto di Jules adottò “George”.
Al periodo del binomio con Sandeau appartiene il racconto La fille d’Albano, La fanciulla di Albano, che quasi certamente lui abbozzò e lei scrisse. È ispirato alla figura di Vittoria Caldoni, modella al tempo famosissima, e in particolare al ritratto che le fece il pittore Horace Vernet. A dispetto del titolo e dell’ispirazione, il racconto si svolge in un paesino della campagna francese. La protagonista sta proprio per sposarsi ma poi viene convinta a non farlo perché è un’artista e deve essere libera. L’autrice, evidentemente, parla di sé.
Sto curando una nuova traduzione di questa novella, che sarà pubblicata il prossimo anno nell’ambito di una serie di iniziative per ricordare Vittoria Caldoni a 220 anni dalla sua nascita (1805), nella città che le diede i natali. L’incontro di sabato 14 dicembre è un’anticipazione. Se siete in zona, venite!
Ordina il libro
Ordina l’ebook

